MICKEY 17
Diretto da Bong Joon-ho, Mickey 17 è un film di fantascienza basato sul romanzo di Edward Ashton, che affronta temi importanti, dalla complessità dell'identità e della coscienza al valore della vita, il tutto presentato attraverso ironia e distopia.
Il film racconta la storia di Mickey, un ragazzo che per sfuggire dai sui aguzzini decide di "arruolarsi" in una missione pericolosa su un pianeta remoto. La particolarità della missione è che ogni volta che Mickey muore, viene creato un suo clone che conserva ricordi e esperienze dell'originale.
Questo concetto, per alcuni, rappresenta una possibile visione del futuro ed è accolto con entusiasmo; altri, invece, restano diffidenti difronte all'idea di una vita eterna. Nel film stesso, Mickey quando comprende quale sia davvero il suo compito, si mostra inizialmente scettico e impaurito, essendo oltretutto costretto a subire morti estreme. Questa trama centrale invita lo spettatore a riflettere sul significato stesso dell'essere umani.
Mickey viene interpretato da un Robert Pattinson in una veste diversa rispetto ai ruoli a cui ci ha abituati. L'attore riesce, infatti, a trasmettere una serie di emozioni e sensazioni attraverso l'ironia, rendendo il suo personaggio realistico e comprensibile nonostante il contesto fantascientifico. Personalmente, Pattinson non mi entusiasma e anche in questo film non mi ha particolarmente colpito, perchè credo che il meglio delle sue capacità emerga in ruoli più drammatici e cupi. Non dico che non sia stato convincente, anzi, ha interpretato in modo efficiente ciò che richiedeva la storia, ma penso anche che non abbia lasciato un vero impatto, dal momento che se al suo posto ci fosse stato un altro attore, il film avrebbe suscitato le stesse reazioni nel pubblico.
Al fianco di Robert Pattinson, il cast si compone di attori brillanti nel loro ruolo e molto convincenti, in particolare un Mark Ruffalo come non si era mai visto. La sua performance è ciò che ha reso il film più avvincente e, a tratti, persino divertente. Ruffalo, grazie alle sue straordinarie abilità recitative e alla capacità di immedesimarsi pienamente in ogni personaggio - per quanto ognuno diverso dall'altro - riesce a rendere il suo ruolo non solo accettabile ma addirittura affascinante. A mio parere, è il miglior personaggio ideato per un film di questo tipo.
Per quanto riguarda la regia, Bong Joon-ho, attraverso una serie di effetti speciali e scenografie mozzafiato, crea un universo distopico al tempo stesso magnetico e inquietante, capace di far riflettere sul mondo di oggi e su quello che potrebbe essere domani. A rendere l'esperienza visiva ancora più coinvolgente sono le immagini del pianeta e, soprattutto, dei suoi abitanti alieni, rappresentati in modo così realistico da suscitare empatia nei loro confronti. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora che rafforza il messaggio alla base della storia, amplificando i momenti di tensione e il ritmo della narrazione.
La tematica porta a riflettere su due aspetti fondamentali, che rappresentano il futuro non solo della storia ma anche della nostra realtà quotidiana, influenzando decisioni, reazioni e gran parte dei dibattiti relativi al mondo contemporaneo: la tecnologia e l'umanità. Il film, essendo distopico, immagina un futuro in cui l'essere umano non si evolve, resta nella sua arretratezza, mentre la tecnologia compie progressi enormi; il suo utilizzo, sempre nelle mani dell'uomo, risulta pericoloso e mal impiegato. In sostanza la situazione non è molto diversa da quella di oggi.
Una critica al film riguarda la sua lunghezza, non tanto in termini di tempo quanto di sequenze. Alcune di esse potrebbero sembrare prive si senso. Inoltre, per introdurre elementi comici vengono inseriti dei momenti che interrompono il flusso della storia, rischiando di distrarre lo spettatore.
In conclusione, "Mickey 17" costituisce un racconto di fantascienza che affronta temi estremamente realistici, lasciando il pubblico con qualcosa su cui riflettere e, forse, la possibilità di cambiare prospettiva!